Guardare indietro, guardare avanti

Cosa ho fatto nel 2025 e quali penso siano le tendenze più interessanti per il 2026

Blonde woman using a tower viewer to observe the ocean on a clear day.

Giunti all’inizio di un nuovo anno lavorativo (per il fisco, si sa che il vero capodanno è il famigerato primo settembre) vorrei fare il punto sull’anno passato, sia personale sia a mio personale giudizio sulle dinamiche che ho visto dal mio punto di osservazione all’interno dell’industria IT e su come queste esperienze mi abbiano aiutato a leggere alcune tendenze che, a mio avviso, continueranno a pesare anche nel 2026.

Per il mio lavoro di consulenza il 2025 è stato un anno penso di transizione, con vari clienti parziali e progetti diversi che mi hanno visto attivo su varie situazioni e tecnologie, ampliando la natura delle mie sperimentazioni. Questo ha contribuito anche al mio punto di vista sull’evoluzione del settore. 

È chiaro che l’anno passato è stato dominato dall’uso, dall’abuso, dalle discussioni e dagli strumenti dell’intelligenza artificiale (principalmente nella forma di Large Language Models). Se c’è ancora dibattito e dubbi su se questi strumenti avranno un impatto significativo sulla società (e se saranno, come dicono gli americani, cost-effective), per quel che riguarda il mondo IT non c’è alcun dubbio che si tratti di una tecnologia trasformativa per il settore. Paradossalmente, diventa ancora più evidente quando si esce dal hype della fine-di-mondo e si apprezza l’ennesimo step di un processo che ci ha portato dal codice macchina scritto a penna ad astrazioni sempre più stratificate e vicine al linguaggio naturale. 

Ma, come si diceva da più parti, il codice non è mai stato il problema e, nel tempo, le astrazioni hanno via via consentito strutture sistemiche sempre più complesse. Il problema resta la comprensione del dominio, la modellazione dei processi e la capacità di tenere insieme, nel tempo, pezzi eterogenei. Quello che mi sembra di vedere nella programmazione assistita da modelli LLM è un aiuto nella messa a terra di codice ovvio, ripetitivo (il 99% del prodotto in qualsiasi progetto), in una forma che rispetti le best practices di un linguaggio o di un framework. 

Qui entra in gioco un altro aspetto a cui ho dedicato del tempo nel 2025 per coprire alcune mie lacune, la spinta verso la ingegnerizzazione del processo di sviluppo mi ha portato a implementare sempre più controlli di correttezza, test, containerizzazione spinta per controllare il codice prodotto automaticamente in modo che venisse verificato da altri strumenti, a volte essi stessa guidati da I.A. Un circolo virtuoso in cui il “codice” è solo parte di un sistema più complesso. Devo ammettere che questo mi ha sia concesso che costretto a “migliorare il mio gioco”. Ho aiutato a portare un grosso progetto su GitHub spingendo al massimo la possibilità di verifica del codice, ma anche l’integrazione automatica di patch di sicurezza, la creazione (e validazione) di container e pacchetti. 

Per ispirazione devo ringraziare Matteo Vaccari per una presentazione sul linguaggio Go che toccava molti di questi punti e per avermi introdotto a Cursor, che è stato nell’anno passato il mio strumento preferito di sviluppo. Il video della presentazione è ora disponibile e vi consiglio di dedicarci l’ora e mezza necessaria.

Continuo ad apprezzare Cursor piuttosto che altri strumenti più “agentici” come Claude Code perché ho (ancora?) il desiderio di restare in controllo del codice auto-generato, ma al tempo stesso perché si integra bene con il mio flusso di lavoro e con quello di GitHub e tutti i suoi strumenti che come dicevo sopra considero importanti almeno tanto quanto la creazione del sorgente.

Su questo versante, sono state molto interessanti le discussioni alla mia conferenza preferita dell’anno, il DevSecOps Day di Bologna, che mi hanno confermato quella che secondo me sarà la storia anche del 2026: un sistema complesso di sistemi interconnessi che hanno bisogno di automatismi intelligenti per sostenersi e per restare all’interno delle necessità crescenti di compliance (DORA, NIS2, eccetera) in un mondo sempre più dominato dal software. 

P.S. Il mio portafoglio clienti per il 2026 non è ancora completo. Se state affrontando una fase di riorganizzazione tecnica, modernizzazione o messa a terra di processi complessi, una chiacchierata esplorativa può avere senso.

Photo by Pixabay on Pexels
Torna in alto